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Giorno della Memoria

► Domenica 26 gennaio presso la Biblioteca comunale Ilaria Alpi alle ore 16.30
Il sonno della ragione. Sei genocidi da non dimenticare e il canto dei loro poeti, testi e narrazione di Giuliana Nuvoli
Iniziativa a cura di Anpi sezione di Castagneto Carducci con Società Dante Alighieri Pisa

► Lunedì 27 gennaio presso il Teatro Roma ore 10 riservato alle scuole ore 21 aperta a tutta la cittadinanza, ingresso gratuito
Lezione concerto in occasione del Giorno della Memoria 
Il 27 gennaio del 1945 i militari russi varcavano le soglie dell’infausto cancello di Auschwitz, ponendo fine all’Olocausto e mostrando al mondo di cosa poteva essere capace quella banalità del male insita in ogni uomo. In occasione dell’80° Giorno della Memoria, anniversario di questo evento, Nino Pellegrini e Stefano Franceschini, docenti presso la Scuola di Musica Comunale di Castagneto Carducci, propongono una lezione-concerto tutta da ascoltare, per le alunne e gli alunni dell’Ist. Borsi e la cittadinanza tutta. Il repertorio spazia dalla musica tradizionale ebraica yiddish, al panorama musicale dell’Italia del Ventennio e ai modi in cui si Resisteva con la musica – nascondendo testi e messaggi sovversivi grazie ai motivi orecchiabili e ai ritmi sincopati che imitavano quelli delle marcette –, fino a riferimenti alle canzoni americane scritte da autori di origine ebraica. Perché la musica è un potente mezzo di comunicazione in grado di veicolare ideali e storie direttamente al nostro cuore. Mai come in questo particolare momento storico, funestato da tragici eventi di sopraffazione e violenza tra i popoli, è importante riscoprire il valore della Musica, un linguaggio universale che trascende qualsiasi confine e può favorire l'incontro e l'unione pacifica tra civiltà differenti, secondo gli ideali di pace e tolleranza che costituiscono le fondamenta della Costituzione e della nostra vita quotidiana.

in collaborazione con la Scuola di Musica comunale

► Mercoledì 29 gennaio alle 15.30 nell'ambito della Compagnia dei Saperi si terrà in biblioteca comunale Ilaria Alpi via Toscanini 4 Donoratico la conferenza aperta a tutta la cittadinanza di Federico Creatini "Eichmann. La banalità del male"
Federico Creatini (1990) è docente di ruolo presso l'Università della Calabria e collabora con l'Istoreco Livorno.

Nel 1961, Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili della macchina logistica dell'Olocausto, venne processato a Gerusalemme per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e crimini contro il popolo ebraico. Alto ufficiale delle SS naziste, EGLI aveva avuto un ruolo centrale nell'organizzazione della deportazione degli ebrei europei nei campi di concentramento e di sterminio. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale era fuggito in Argentina, dove visse sotto falso nome fino a quando non fu catturato dai servizi segreti israeliani nel 1960. Il processo, presieduto da un tribunale israeliano, attirò l'attenzione internazionale e sollevò importanti questioni legali, morali e politiche. Eichmann difese se stesso sostenendo di essere stato semplicemente un "esecutore" di ordini superiori, ma la corte lo condannò per la sua responsabilità diretta nell'attuazione del genocidio nazista. Nel 1962 fu così condannato a morte e giustiziato per impiccagione. Il processo fu significativo non solo per il giudizio sull'imputato, ma anche per l'attenzione che portò sulla Shoah e sul concetto di "responsabilità individuale" per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. 


Si ricorda inoltre che il 1 febbraio alle ore 21 al Teatro Roma andrà in scena L’ASSAGGIATRICE DI HITLER con Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani

Liberamente tratto da LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino
uno spettacolo di Sandro Mabellini
drammaturgia Gianfranco Pedullà, Rosella Postorino
con Silvia Gallerano, Alessia Giangiuliani
fisarmonica e voce Marlene Fuochi
musiche originali Francesco Giorgi
scenografia Giovanna Mastantuoni
costumi Veronica Di Pietrantonio
produzione Teatro popolare d’arte

Lo spettacolo è la trasposizione scenica del romanzo Le assaggiatrici di Rosella Postorino, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Campiello 2018 e il Prix Jean-Monnet 2019. 
La versione teatrale – nello sforzo di restare fedele allo spirito originale del romanzo – indaga la possibilità per ogni individuo di scivolare nella colpa senza averlo scelto, di colludere con il Male semplicemente per istinto di sopravvivenza. E indaga la condanna tutta umana a dover «assaggiare» il mondo per vivere, ma con il rischio costante e ineludibile di morire.
Di tutto questo è metafora il nazismo, che con la sua violenza invade l’Europa e la vita di Rosa Sauer, la protagonista.   
Rosa Sauer è un personaggio di invenzione, ma il suo lavoro è ispirato a quello di Margot Wölk, donna realmente esistita che poco prima di morire confessò di essere stata, da giovane, un’assaggiatrice di Hitler. 
La storia comincia nell’inverno del ’43, quando la ventiseienne Rosa – rimasta sola dopo che il marito Gregor è partito per il fronte russo – si rifugia dai suoceri a Gross Partsch, un villaggio di campagna della Prussia orientale, per sfuggire alle bombe sganciate su Berlino. Il paese si trova in prossimità di quella che veniva chiamata Wolfsschanze, “Tana Del Lupo”, quartier generale di Hitler nascosto e mimetizzato nella foresta. Su segnalazione delle autorità locali, insieme ad altre nove giovani donne, Rosa viene forzosamente reclutata e stipendiata per assaggiare tre pasti al giorno e sventare così – a rischio della propria vita – un eventuale tentativo di avvelenamento del Führer.
Tra le assaggiatrici si intrecciano rapporti di amicizia e rivalità, fino a quando, nella primavera del ’44, non arriva in caserma un nuovo comandante, Albert Ziegler, che instaura un clima di terrore. Inaspettatamente tra lui e Rosa nasce una complicità ambigua, una relazione erotica, o forse sentimentale, che è soprattutto una primordiale forma di resistenza alla deumanizzazione che il nazismo infligge, non solo alle assaggiatrici-cavie, ma anche ai funzionari delle SS, loro carnefici.
«Da tempo mi trovavo in posti in cui non volevo stare, e accondiscendevo e non mi ribellavo; continuavo a sopravvivere ogni volta che qualcuno mi veniva portato via. La capacità di adattamento è la maggiore risorsa dell’essere umano, ma più mi adattavo e meno mi sentivo umana», dice Rosa.
L’obiettivo drammaturgico e registico è costruire uno spettacolo evocativo in cui due sole attrici interpretano – suggerendoli – tutti i personaggi della storia; lo spettacolo propone una sorta di film in assenza di cinema, perseguendo una sintesi fra tutti i linguaggi scenici: drammaturgia del suono e della luce, corpo e voce delle attrici, musiche registrate e suonate dal vivo da una fisarmonica. Gli spettatori sono coinvolti in modo attivo, perché devono riempire con l’immaginazione il vuoto di ciò che non è mostrato in scena.

Lo spettacolo è il terzo della stagione teatrale 2024-25 del Teatro Roma; i biglietti sono acquistabili presso l'ufficio cultura via della Repubblica 15 A Donoratico aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 1230 e il martedì e giovedì anche dalle 1530 alle 17. Si può scrivere alla mail cultura(at)comune.castagneto-carducci.li.it e pagare con bonifico bancario o recarsi direttamente in teatro la sera stessa dello spettacolo, biglietteria aperta dalle ore 20, fino a esaurimento posti disponibili